Per raccontare la storia di Biondi-Santi è sufficiente una data, il 1888, quando Ferruccio Biondi Santi produce il primo vino chiamato ufficialmente Brunello di Montalcino. Oggi, nell’occasione di ogni nuova annata, produce un’opera letteraria battezzata La Voce di Biondi-Santi. Quest’anno, anziché affidarsi al talento di autori affermati, la scelta è caduta su un laboratorio di scrittura milanese, quello di Raoul Montanari, e sull’autrice esordiente Consuelo Angioni, vincitrice della selezione. Per un’opera dedicata all’eleganza e che può essere ascoltata sul sito lavocedibiondisanti.it.
Com’é fatto: 100% Sangiovese. La vinificazione avviene sia in botti di rovere di Slavonia che in cemento, utilizzando esclusivamente lieviti indigeni provenienti dai propri vigneti. Anche l’affinamento è in botti di rovere di Slavonia e si protrae per un minimo di tre anni.
Note di degustazione: Alla vista è rosso rubino / al naso emergono violette e nuance di sottobosco / al palato le protagoniste sono scorza d’arancio, liquirizia e tabacco.