Per Aldo Buzzi, “La pastina è in brodo – o non è. La pastina è il conforto anacronistico che ci proietta in un tempo semplice pieno di diminutivi. La pastina è meditativa: ci guarda attraverso gli occhi del brodo mentre noi la fissiamo aspettando che si raffreddi un po’. La pastina è pallida: richiede un ambiente novecentesco e un certo odore di chiuso”. Ecco perché Marinonibooks, casa editrice indipendente nata nel 2020, ha deciso di inserire nella collana ‘Libri con le figure’ un volume d’autore dedicato alla pastina e intitolato ‘Pastina’. A disegnarlo è l’artista Emi Ligabue, che ha prodotto trentotto tavole, e a raccontarlo è lo storico Massimo Montanari, che si è chiesto: «Quanti formati di pasta ci sono in Italia? Chi ha provato a censirli ne ha contati più di 300, e qualcosa come 1700 nomi sono usati per indicarli». Sfogliarlo può aiutare a rendere l’idea o, tutt’al più, come fantasticava Carlo Emilio Gadda nel 1936 in ‘Una tigre al parco’, può aiutare a trovare l’origine infantile delle proprie manìe.